L’inutilità di pesare gli alimenti

Per la buona riuscita di una dieta salutare è necessario uscire dai soliti schemi, la classica “dieta mediterranea” non è più adatta, le persone sono sempre più sedentarie, gli impieghi sono cambiati e soprattutto sono variate le materie prime. Basti pensare a quante modificazioni ha subito il grano, ma di quello parleremo più avanti aprendo un capitolo a parte.

Molti nutrizionisti si ostinano a prescrivere dosaggi più che alimenti ma per quale motivo occorre dosare? La risposta è semplice ed è facilmente verificabile: in primo luogo non esiste una dieta che va bene per tutti, pertanto ciò che per uno è dolce ambrosia, per l’altro è acre veleno. Tuttavia, restando accanto al paziente, è possibile osservare che tutto ciò non è abbastanza, trovare l’alimento adatto è importante, ma lo è altrettanto imparare ad abbinare i cibi. Ad esempio, legumi e cereali (che già di per se non dovrebbero essere consumati da soli, in quanto carboidrati complessi ed altamente insulinici) già pericolosi separatamente ma, se combinati insieme, possono ledere ancor di più alla nostra salute. 

Intanto cominciamo a dire che se un nutrizionista, medico, dietologo o tecnologo alimentare si limita alle quantità di cibi da assumere è, non solo incompetente ma è anche poco attento a se stesso. In questi casi il titolo di studio ci fornisce, purtroppo, poche garanzie. Infatti, per il paziente, è sufficiente fare una prova concreta: egli può recarsi da dieci “esperti” del settore per ottenere dieci piani alimentari/diete diverse. Inoltre, anche le linee guida dell’OMS non sono poi così attendibili, per portare un semplice esempio è sufficiente ricordare per quanti decenni essa ha elogiato la margarina; In passato definita assolutamente migliore e più salutare del burro e dello strutto ed oggi, sempre l’OMS, afferma l’esatto contrario. Il problema è che, né allora, né oggi, le persone che la compongono hanno capito a fondo la vicenda. 

Di fronte a tutta questa confusione occorre fermarsi un attimo e chiedersi se la dieta così impostata vi occorre veramente, per quale motivo ne avete bisogno e, soprattutto, se va davvero recepita come avviene spesso nell’immaginario comune, ovvero: “una dieta è qualcosa che si fa per perdere peso” (o meglio, tentare) tuttavia, il termine ha come significato unico un’abitudine alimentare (di qualsiasi genere).Sarebbe bene dunque iniziare a pensare al termine dieta esclusivamente per quello che è il suo significato. Quindi soffermarsi a pesare gli alimenti o ripetersi le classiche baggianate “bisogna mangiare un po di tutto ma moderarne le quantità” è non solo pericoloso, ma anche inutile. Introdurre nell’ organismo cinquanta grammi di latticini, anziché cento, non apporterà alcun beneficio al vostro organismo per i motivi che ho già elencato nella sezione “colazione”.  Vi invito sempre a non credere, ma verificare su voi stessi la validità di quanto detto. 

Quindi, riassumendo: così come è importante capire cosa mangiare, altrettanto è il capire come combinare determinati alimenti

                                  COMBINAZIONI DANNOSE: CEREALI, PATATE E LEGUMI           

Sono da considerarsi particolarmente inadatti alla dieta dell’uomo poiché sono carboidrati complessi. I carboidrati complessi sono responsabili di molte patologie, non ultimo anche il motore di ricerca “PubMed” ha raccolto studi inerenti a riguardo di carboidrati complessi e la correlazione con il cancro al seno. Sebbene sia una mezza informazione, non posso che congratularmi (a metà) per aver riconosciuto una parte della verità. Dobbiamo sempre ricordarci che l’essere umano NON dispone di organi atti allo smaltimento di così tanti zuccheri, quindi non è sensato né corretto assumerli (in generale) nelle quantità che si è abituati a fare. 

I carboidrati “complessi” dovrebbero essere evitati anche a causa della loro capacità di aumentare lo zucchero nel sangue e stimolare l’insulina e sono la maggior parte degli alimenti contenenti amidi, comprese granaglie, cereali, patate, panini, dolci, cialde, pane, pasta, succo di frutta, miele zucchero, tutti i dolcificanti e il succo di carota

LE COMBINAZIONI CORRETTE (VALIDI SEMPRE TENENDO IN CONSIDERAZIONE LA COMPATIBILITA’ CON IL PROPRIO GRUPPO SANGUIGNO)

I carboidrati migliori da assumere sono quelli presenti nelle verdure, cotte e crude e nei frutti poveri di carboidrati. 

Una volta comprese quali verdure sono ben tollerate dal nostro organismo possiamo liberamente combinarli con carne, pesce e uova senza alcun tipo di problema. Un discorso a parte va fatto per la frutta. Sebbene molti “esperti” ne decantino le proprietà, anche in questo caso, dicono mezze verità: La frutta contiene fruttosio che è l’unico zucchero considerato tossico (riconosciuto) se assunto in alte quantità; vi è inoltre da dire che, il 99% della frutta che finisce sulla tavola degli italiani è colta acerba e lasciata maturare nelle celle e, tali frutti, hanno perso quasi totalmente le loro proprietà (vitamine ecc). Aggiungo inoltre che la frutta andrebbe consumata solo nella primissima parte della giornata, non quotidianamente e mai dopo i pasti o la sera.

Quindi come articolare i pasti?

Sebbene il titolo sia volutamente provocatorio, sarebbe bene pesare solo le proteine che si introducono nell’organismo. La misura di riferimento è questa: 1grammo di proteina per Kg di peso corporeo (acqua contenuta nell’alimento esclusa). Naturalmente c’è sempre da valutare la compatibilità delle proteine con il proprio sistema immunitario.

 

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