LA FEBBRE

E’ considerato il sintomo più classico e più chiaro di uno stato patologico: La Febbre

La medicina ufficiale ci dice che la febbre è la risposta ad una infezione. L’area coinvolta nel processo febbrile è probabilmente rappresentata da un organo nell’ipotalamo. E’ possibile che in tale sede avvenga l’attivazione della prostaglandina e che, interferendo con le strutture termosensibili dell’ipotalamo, produce uno spostamento della temperatura corporea. E’ considerata un’anomalia quando supera i 37°.

La febbre è più alta, normalmente, dal pomeriggio in poi. E’ più frequente e più alta nei bambini e tende a manifestarsi a temperatura più bassa negli adulti e negli anziani. Sovente è accompagnata da aumento della frequenza cardiaca e respiratoria, ma soprattutto da uno stato di malessere diffuso. In genere si tende a somministrare antipiretici per abbassarla, considerandola quindi un errore del corpo. Secondo il sapere “scientifico” non vi è ancora certezza sul perché e come si manifesti. Così come non c’è risposta al perché prevalga nei bambini. Ma soprattutto nessuno sa spiegare perché si manifesti con diverse temperature: a volte si attesta sui 37° e mezzo, a volte supera di poco i 38° fino ai casi dove supera i 39° e oltre.

Come sempre governa il metodo riduzionistico, con il quale si tenta di spiegare un processo fisiologico del corpo, limitandosi a credere a quello che si vede e,per giunta, si vede male.

Si osserva il sintomo: c’è un disagio, una presunta differenza dai valori ritenuti normali e si provvede con i farmaci. Se poi provi a chiedere alle persone perché in certi momenti la temperatura corporea si alza di qualche grado, le risposte sono le più disparate.

La medicina ufficiale non sa spiegare perché venga la febbre

Ma perché viene la febbre?

In realtà la risposta alla domanda è molto semplice. Basta osservare l’utilità opposta del freddo. Tutti abbiamo in cucina un frigorifero, dove mettiamo gli alimenti per rallentare il loro processo di deterioramento. Il caldo ha la funzione opposta: accelerare i processi chimici.

Nella lava sono presenti dei batteri.

La febbre si manifesta sempre e solo nella fase vagotonica di riparazione ed il senso biologico è quello di permetterci di uscire il più presto possibile (dalla fase vagotonica). La febbre poi aumenta nel pomeriggio, perché coincide con l’inizio della fase vagotonica naturale del processo bifasico giorno-notte.

Vi sono vari tipi di febbre, possiamo dividerli in tre fasce direttamente correlate ai tre foglietti embrionali (e di conseguenza correlate ai batteri “operai”) così suddivise:

  • Gli organi diretti dall’endoderma, procurano, in fase vagotonica, una febbre fino a 37,5° – 38°
  • Gli organi diretti dal mesoderma, procurano, in fase vagotonica, una febbre fino a 38,5° – 39°
  • Gli altri organi diretti dall’ectoderma, invece, procurano, in fase vagotonica, una febbre oltre 39°

Si comprende quindi che la febbre non è mai un processo a se stante, ma accompagna un processo già in atto. Conoscere il tipo di febbre ci permette anche una fonte diagnostica precisa per risalire al tessuto coinvolto. (Della derivazione Endo,Meso ed Ectodermica te ne parlerò nel prossimo articolo).

E la febbre più alta?

Un’aumento maggiore della temperatura dipende dal fatto che tessuti meso ed ectoderma hanno bisogno di una ricostruzione più veloce. Pensiamo ad esempio ad un’ulcera, deve essere riparata il prima possibile. Questi processi, specie quelli dei tessuti dell’ectoderma, sono sovente a carico delle vie aeree, per conflitti di spavento o di minaccia.E’ semplice capire perché spesso i bambini piccoli hanno più situazioni a carico di questi tessuti, con raffreddori e bronchiti, vivendo loro una fase di crescita con maggiori paure e situazioni incognite.

Chi aveva intuito questo processo della febbre erano proprio i nostri nonni che somministravano un bicchiere di vin brulè in caso di febbre, bronchiti o raffreddori, poi sotto le coperte a sudare e la mattina dopo si stava già meglio. Siamo dunque di fronte da un sintomo utile e funzionale a un ripristino dell’organismo.

Nessun bambino con la febbre deve essere lasciato senza cure

Certo che no, anzi è l’occasione per iniziare la corretta terapia nel rispetto di quello che Madre Natura ha disposto per noi. Nella fase vagotonica, soprattutto se acuta e molto sintomatica, occorre intervenire per accompagnare, attenuare e lenire ogni situazione che rechi sofferenza alla persona. Per questo occorre ed è giusto affidarsi alla Medicina, classica o meno, con rimedi appropriati. Totalmente diverso però è l’approccio e la consapevolezza sia di chi cura sia di chi riceve la cura: nessun panico, ma la capacità di saper sostenere concedendo alla Natura il tempo di fare il suo corso. Ovviamente va da se che in uno stato febbrile occorre starsene al caldo, non necessariamente a letto. Se una persona è un po febbricitante e si trova fuori al freddo, quando ritorna al caldo, la febbre salirà di più, semplicemente per riprendersi dal freddo subito. 

Il freddo non causa la febbre

La febbre si manifesta maggiormente in inverno, ma non perché il freddo ne sia la causa, piuttosto perché il corpo deve compensare di più. (Sempre per ottimizzare il ripristino della normotonia). Tuttavia molti si spaventano di fronte a qualche linea di febbre, fino a creare veri momenti di ansia e apprensione. Ogni situazione fisiologica accompagnata da uno stato d’ansia porta a un generalizzato aumento dei valori corporei. 

Chi conosce invece il ” battito della natura ” resta completamente calmo, rilassato, senza ansia per se o per i propri cari. Sebbene non sia piacevole sa che è solo una fase necessaria per tornare alla normalità.

” L’unica terapia efficace è breve “

 

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“Non accettare quello che non puoi restituire, poiché l’equilibrio della vita è basato sulla reciprocità.”

 

Klaus

 

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