Fotobiomodulazione e Fototerapia

Fotobiomodulazione

fotobiomodulazione

Sia Luce; e fu Luce

Che la Luce facesse bene, era già noto da tempo, tuttavia non si era ancora trovato il modo giusto e sicuro per fare di essa una terapia.

Con Fotobiomodulazione si intende un nuovo trattamento che permette di stimolare i mitocondri.

I mitocondri sono delle centraline energetiche capaci di produrre ATP (adenosina tri-fosfato) che ha il ruolo di fornire alle cellule l’energia necessaria alle loro funzioni. 

La Fotobiomodulazione è utilizzata solitamente per tutti i problemi dermatologici del sonno e dell’alterazione dei ritmi circadiani. Prima di procedere nel dettaglio, è bene capire come invece la luce di casa è un grande e grosso problema per la salute. 

 

Luce nelle tenebre

I primi metodi di illuminazione domestica risalgono ai tempi del mito, la luce generata dal fuoco è stata l’unica soluzione che l’uomo ha adottato per diversi millenni.

La luce generata da una fiamma viva è una luce calda, estremamente naturale che non procura disordini al sistema nervoso centrale. Anche perché, anticamente,  l’uomo aveva un certo tipo di buon senso: al sopraggiungere delle tenebre, andava a dormire risvegliandosi poi con il sorgere del sole. 

Questo è essere in armonia con i ritmi circadiani. Ma siccome l’uomo moderno è fornito di tutto fuorché di buon senso, deve stare sveglio la notte per cercare di trovare una qualche soddisfazione che, durante il giorno, non è riuscito a trovare. 

Che dire allora di quegli impieghi che costringono gli operai a lavorare quando per natura è prevista la nanna? È chiaro che il problema, oggi, non è solo soggettivo, bensì culturale: un ventenne che si corica alle 22.45 sarebbe certamente considerato uno sfigato da chi invece è “un duro” e tira le 6:00 del mattino.

Chiaramente, tutti gli stimoli a cui è sottoposto il personaggio che passa l’intera nottata a fare bagordi o il più ripugnante nerd privo di vita sociale che sta davanti alla TV fino alle 4:00 della mattina sono finemente studiati da una elité che ha come unico interesse la disumanizzazione dell’umano; tutto ciò è possibile grazie all’inesistente educazione impartita e/o ricercata dai singoli soggetti. 

Comunque…

Terminata l’era dell’olio di balena e delle lampade a petrolio, la cara e buona vecchia lampadina al tungsteno era anch’essa una luce gentile, calda e abbastanza sicura per la biologia umana.. e questo era un problema a cui porre rimedio 

Come fare quindi per ledere il più possibile l’essere umano? 

  • Aumentare il costo dell’energia
  • Campagne pubblicitarie sulla nuova tecnologia a led
  • Campagne pubblicitarie per screditare le vecchie lampadine ad incandescenza
  • Proibire la produzione delle lampade ad incandescenza. 

Una digressione obbligata

Le lampadine a led, per produrre luce, consumano meno delle lampadine al tungsteno.
Quindi si è compiuta una massiccia campagna pubblicitaria per sostituire le vecchie lampadine.
Perché: “con i led si risparmia”.
Risultato: a parità di consumo in kw/h, la corrente elettrica la paghi comunque più di prima, quasi 6 volte tanto.
Quindi: hai la stessa luce di prima, molto più dannosa per la tua salute, con un consumo minore di energia. Ma paghi quel poco che consumi, più di prima
Quindi hai risparmiato? No.
E le lampadine a led costano 10 volte tanto le lampadine al tungsteno.
Chi ha risparmiato, se consumando meno energia hai la stessa luminosità, hai pagato di più le lampadine ed il costo dell’elettricità è aumentato?
Il fornitore! È lui che consuma di meno, non tu.
Senza considerare il danno biologico!

Il problema luce blu: Fotobiomodulazione e Fototerapia: La soluzione! 

La luce blu del cielo, certamente, fa bene. È naturale ed è in corrette proporzioni.
Dura il giusto: è in linea con i ritmi circadiani dell’essere umano.
Invece, la luce blu artificiale prodotta dalle lampadine a led, dai televisori, dagli smartphone ecc ecc è molto dannosa 
  • Alza la glicemia 
  • Interferisce con i ritmi circadiani 
  • Fa ingrassare 
  • Influenza i livelli di zucchero nel sangue (più fame all’ora di cena) 
  • Danneggia la vista 
  • Promuove l’insonnia 
  • Invecchia la pelle 
  • Aumenta lo stress ossidativo 
  • Pelle secca e minor produzione di collagene
  • Lede il sistema nervoso centrale
  • Aumenta l’infiammazione (e di conseguenza depaupera la vit.D) 

Ma guarda che coincidenza, una “nuova” tecnologia che costa di più e produce ingenti danni all’utente finale, ma pensa che caso. 

Fotobiomodulazione: “Sono avanti anni luce” 

Come anticipato sopra, con fototerapia e fotobiomodulazione è possibile andare a risolvere molti di questi problemi. Infatti fototerapia e fotobiomodulazione sono riconosciute come metodo efficace per trattare diversi disturbi. 

Con fototerapia viene inteso l’utilizzo delle frequenze terapeutiche di raggi UV (UVA e UVB a banda stretta) 

Con fotobiomodulazione viene inteso l’utilizzo di frequenze terapeutiche di luce rossa ed infrarossa.

La fototerapia con i raggi UV presenta una folta letteratura scientifica, con una serie di benefici sia per chi presenta problematiche cutanee, sia per chi vuole rimanere in salute, produrre naturalmente la vitamina D (nella forma solfata, la più biologicamente attiva) senza ricorrere all’integrazione (che comporta il rischio di ipervitaminosi), modulare i sistemi endocrini e produrre ossido nitrico, con relativa protezione nei confronti delle malattie cardiovascolari.

Per quanto riguarda la fotobiomodulazione a luce rossa e infrarossa, numerosi studi hanno confermato che tale metodica è in grado di esercitare effetti antinfiammatori, antiossidanti e facilitanti il recupero muscolare.

In passato, i benefici dell’esposizione al sole sono stati attribuiti solo alla vitamina D.

In effetti, il vantaggio più noto dell’esposizione al sole è la sintesi di questo ormone fondamentale per la salute, che espleta una pletora di funzioni fisiologiche; le radiazioni UVB sono responsabili della sua produzione naturale (nella forma più biologicamente attiva) e della regolazione del rapporto tra la forma attiva (calcitriolo) e la forma di deposito (calcidiolo).

Durante l’esposizione alla luce solare, il 7-deidrocolesterolo presente nella pelle assorbe i raggi UVB e viene convertito in previtamina D3, che a sua volta si isomerizza in vitamina D3.

Anche la previtamina D3 e la vitamina D3 assorbono i raggi UVB e vengono convertite in una serie di fotoprodotti, alcuni dei quali hanno proprietà biologiche uniche (cosa che non avviene con l’integrazione).

La vitamina D viene metabolizzata in modo sequenziale nel fegato e nei reni, rispettivamente in 25- idrossivitamina D (calcidiolo), che è la principale forma circolante, e in 1,25-diidrossivitamina D (calcitriolo), che è la forma biologicamente attiva. Inoltre, il calcitriolo viene prodotto anche direttamente nella pelle e in altri tessuti del corpo.

La vitamina D è importante quando si tratta dell’assorbimento del calcio originato nella dieta, essendo quindi essenziale per il mantenimento di un’adeguata densità minerale ossea, e la sua carenza è associata a un aumentato rischio di osteoporosi e rachitismo.

Oltre a questi effetti, studi recenti suggeriscono anche che un deficit di vitamina D può essere correlato con la gravità dell’artrite reumatoide e che il ripristino dei livelli fisiologici nell’osteoartrite può essere associato a un miglioramento della qualità della vita e della forza muscolare nei pazienti affetti da questa problematica.

Recentemente, sono stati proposti altri meccanismi per spiegare l’associazione benefica tra l’esposizione solare e alcune malattie; questi includono l’azione dell’ossido nitrico, l’immunomodulazione, la produzione di melatonina e serotonina, e l’effetto della luce sui ritmi circadiani.

Il ruolo dell’ossido nitrico è uno dei meccanismi più studiati; la radiazione UVA induce il rilascio di questa molecola dai suoi depositi nella pelle, così come la sua traslocazione nel sangue.

L’ossido nitrico è responsabile di una serie di effetti come la vasodilatazione e la diminuzione della resistenza vascolare periferica con conseguente riduzione della pressione sanguigna e soppressione dell’intolleranza al glucosio e della resistenza all’insulina.

Per quanto riguarda l’immunomodulazione, è noto che sia la radiazione UVA che quella UVB, hanno un effetto diretto, tramite l’induzione di citochine come il fattore di necrosi tumorale-α (TNF-α) e l’interleuchina-10 (IL-10) e la stimolazione delle cellule T regolatorie.

Questo meccanismo può spiegare i benefici legati all’esposizione al sole nella protezione da alcuni disturbi autoimmuni come la sclerosi multipla o l’artrite reumatoide. Altri meccanismi meno studiati comprendono la sintesi delle endorfine e la fotodegradazione dell’acido folico.

La pelle, un organo di barriera protettiva autoregolante, è dotata di capacità sensoriali e di calcolo per contrastare i fattori di stress ambientale e mantenere e ripristinare l’omeostasi perturbata.

Queste complesse funzioni sono coordinate da un sistema neuro-endocrino cutaneo che comunica anche in modo bidirezionale con il sistema nervoso centrale, endocrino e immunitario, agendo in concerto per controllare l’omeostasi globale del corpo.

La radiazione UV ha giocato un ruolo importante nell’origine e nell’evoluzione della vita, e il suo assorbimento da parte della pelle innesca meccanismi di regolazione sistemica, ed è in grado di trattare e prevenire una miriade di patologie (ad esempio, cancro, invecchiamento, risposte autoimmuni, ecc.).

Questi effetti sono secondari alla trasduzione dell’energia elettromagnetica UV in segnali chimici, ormonali e neurali, definiti dalla natura dei cromofori e dei compartimenti dei tessuti che ricevono una specifica lunghezza d’onda.

La radiazione UV può sovraregolare gli assi neuroendocrini locali (con l’UVB nettamente più efficiente dell’UVA).

Le citochine indotte localmente, l’ormone di rilascio della corticotropina, le urocortine, i peptidi della proopiomelanocortina, le encefaline, e molte altre molecole, possono essere rilasciate nella circolazione per esercitare effetti sistemici, tra cui l’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, esercitare effetti opioidogenici, e immunoregolatori, indipendentemente dalla sintesi della vitamina D.

Questi effetti sono indotti dall’esposizione degli occhi e della pelle ai raggi UV; in particolare, l’UVB attiva i nuclei ipotalamici paraventricolare e arcuato esercitando effetti stimolatori molto rapidi sul cervello. Così, gli UV toccano il cervello e il sistema neuroendocrino centrale per ripristinare l’omeostasi del corpo.

Questo suggerisce molteplici applicazioni terapeutiche delle radiazioni UV, ad esempio, nella gestione dei disturbi autoimmuni e dell’umore, delle dipendenze e dell’obesità.

LUCE ROSSA E DEL VICINO INFRAROSSO – FOTOBIOMODULAZIONE 

La luce rossa e del vicino infrarosso si è rivelata efficace nella prevenzione e nel trattamento di un’ampia serie di problematiche acute e croniche di origine infiammatoria, per aumentare i livelli di energia e la performance atletica, per stimolare la rigenerazione dei tessuti e come strumento anti-aging. Specie reattive dell’ossigeno, ossido nitrico, flusso sanguigno È stato dimostrato che l’assorbimento fotonico mitocondriale è accompagnato da aumento transitorio delle specie di ossigeno reattivo (ROS).

L’idea è che questa esplosione di ROS sia in grado di innescare alcuni percorsi di segnalazione mitocondriale che portano a effetti citoprotettivi, antiossidanti e antiapoptotici nelle cellule. L’ossido nitrico, che viene rilasciato dalla fotodissociazione, agisce come dilatatore dei vasi sanguigni e linfatici.

Inoltre, è anche una potente molecola di segnalazione e può attivare una serie di vie cellulari benefiche.

CANALI IONICI SENSIBILI ALLA LUCE E AL CALCIO

Nel nostro organismo abbiamo molti fotorecettori, oltre alla CCO (citocromo c ossidasi), come è chiaramente dimostrato dal fatto che un’ampia serie di lunghezze d’onda, oltre al rosso / vicino infrarosso, possono esercitare effetti benefici. Anche se molti non sono stati identificati in modo definitivo, l’ipotesi principale è che si tratti principalmente dell’acqua (molto probabilmente nanostrutturata) situata nei canali ionici sensibili al calore o alla luce.

Si possono osservare chiari cambiamenti nelle concentrazioni di calcio intracellulare, che potrebbero essere spiegati dall’apertura dei canali mediata dalla luce, come i recettori TRP, una grande famiglia di canali ionici, tra cui il TRPV1, recentemente identificato come il recettore biologico per la capsaicina (il principio attivo che si trova nel peperoncino piccante).

I ruoli biologici dei canali TRP sono molteplici, ma molti di essi sono coinvolti nel rilevamento del calore e nella termoregolazione. Mediatori di segnalazione e attivazione dei fattori di trascrizione La maggior parte dei ricercatori del settore suggerisce che gli effetti benefici della fotobiomodulazione sul cervello possono essere spiegati con l’aumento del flusso sanguigno cerebrale, una maggiore disponibilità e consumo di ossigeno, il miglioramento della produzione di ATP e l’aumentata attività mitocondriale.

Tuttavia, si è osservato che una breve esposizione alla luce (specialmente nel caso di animali da esperimento che hanno subito qualche tipo di lesione acuta o insulto traumatico) può avere effetti che durano giorni, settimane o addirittura mesi. Questo può essere spiegato solo con l’attivazione di percorsi di segnalazione e fattori di trascrizione che causano cambiamenti nell’espressione delle proteine che si protraggono per un tempo considerevole.

Gli effetti della fotobiomodulazione sulla stimolazione dell’attività mitocondriale e del flusso sanguigno sono di per sé difficilmente spiegabili con effetti a lungo termine. Una recente revisione ha elencato non meno di quattordici diversi fattori di trascrizione e mediatori di segnalazione, che sono attivati dall’esposizione alla luce.

Fotobiomodulazione a luce rossa e infrarossa per cosa si usa:

  • Ittero (problematiche del fegato)
  • Equilibra le attività Alfa, Beta e Gamma (pulsata)
  • Ripristino del microbiota intestinale e orale 
  • Aiuto concreto in caso di patologie neuro – degenerative
  • Degenerazione Maculare 
  • Dolori articolari 
  • Stimola la crescita dei capelli 
  • I capelli tendono a riacquistare il loro colore naturale (da bianco a colore)
  • Stimola la rigenerazione cellulare 
  • Migliora la produzione di collagene (rughe, inestetismi, cicatrici ecc) 
  • Contribuisce alla guarigione muscolari 
  • Indicata per artriti e artrosi 
  • Riduce l’infiammazione sistemica del corpo 
  • Migliora fertilità nella donna 
  • Aumenta il testosterone nell’uomo 
  • Stimola le cellule staminali nel recupero muscolare (post allenamento)
  • Migliora la circolazione sanguigna (ottimizza piastrine, protegge eritrociti ecc)
  • Da indagine effettuata con microscopia in campo oscuro, sembra che la mutazione genetica MTHFR vada in risoluzione (ma sono necessari ulteriori approfondimenti)
  • Miglioramento dell’umore 
  • Fortifica lo scheletro 
  • Sistema immunitario più forte 
  • Migliora tono, struttura ed elasticità della pelle 
  • E molto altro ancora… 

FOTOTERAPIA – UV (UVA E UVB A BANDA STRETTA) si usa per:

  • Regolazione ormonale 
  • Vitiligine 
  • Dermatite atopica
  • Sclerodermia localizzata
  • Sclerodermia sistemica
  • Carenza di vitamina D
  • Dermatite atopica
  • Psoriasi
  • Lichen Planus
  • Pitiriasi rosea
  • Pitiriasi Versicolor
  • Miglioramento del microbioma intestinale
Ma tutta la fotobiomodulazione è sicura?

Assolutamente no. Moltissime apparecchiature in circolazione hanno dispositivi di illuminazione non certificati e possono non essere sicuri. Anzi, possono peggiorare la condizione di salute per via di un’anomalia dell’irradiazione della luce (non visibile ad occhio nudo). 

Le cosiddette “cineserie” (non me ne vogliano i miei cari amici cinesi) sono da evitare, pena un possibile danno biologico non da poco. 

Inoltre è necessario conoscere anche le modalità di utilizzo dei dispositivi nonché la conoscenza delle varie e diverse frequenze con cui lavorare. 

Come funziona? 

Chiaramente ogni caso è a se stante, ci sono alcune terapie che necessitano di 20 minuti, altre invece sono necessari 5 minuti. In questo caso non sempre “di più è meglio” bisogna verificare sempre di caso in caso e trovare il tempo corretto.

A seconda del caso stabilisco: 

  • Tempo (Per quanti minuti) 
  • Frequenza (Quanti giorni dovrai ripetere il trattamento per il tuo specifico problema) 
  • Cadenza (ogni quanto tornare per stimolare la produzione corretta e sicura di vitamina D e ripristino del microbiota intestinale)

 

  • 1 seduta (trattamento punti specifici) = 60,00
  •  è necessario creare un protocollo iniziale specifico per ogni singolo soggetto. 

In via generale: 

  • UV (UVA – UVB) 3 volte a settimana. Tempistica media di trattamento 3-7 minuti ad incontro
  • Luce rossa – infrarossa 3 volte a settimana (da 5 a 15 minuti ad incontro)
  • Entrambi i trattamenti: 160,00/ mese – pagamento anticipato 
  • Un solo trattamento 100,00/mese – pagamento anticipato

orario limite in cui è possibile effettuare il trattamento:

  • UV – entro le 16:00 
  • Rosso – infrarosso (inverno 16:00 – estate 17:00) 

 

PS: se ritieni che sia troppo impegnativo venire in studio e sottoporti al trattamento, puoi sempre spendere tempo per capire quali dispositivi ti occorrono, investire 5000 – 8000 euro, farti i corsi, comprarti i dispositivi con cui fare il protocollo comodamente a casa tua. 

 

Come dico sempre.. 

 

L’unica terapia efficace è breve!