CORONAVIRUS

Coronavirus, tutto quello che c’è da sapere (balle comprese)

coronavirus

E’ ormai una piaga: il Coronavirus è diffuso ovunque, Tv, Giornali, Radio, Social. L’unico luogo in cui si fa fatica a trovare questo “virus” è nell’uomo. Sia chiaro, non sto dicendo che non esistono gli ammalati, quelli sono concreti e reali, ciò su cui disquisisco è la causa. Per comprendere ciò che voglio dire è necessario disporre di due caratteristiche (purtroppo poco comuni) che si apprendono alle scuole elementari

  1. Saper leggere
  2. Saper comprendere ciò che si legge

“Tanto più la trama appare intricata, tanto più è semplice la soluzione” 

Indice

 

Morti da Coronavirus?

E’ bene chiarire subito che, il coronavirus non causa la morte di nessuno. E’ una banale influenza che si diffonde, nella maggior parte dei casi, più per isteria collettiva che per effettiva viralità. Quante morti per coronavirus? i dati pubblici parlano di circa 0 persone. Secondo la scienza, il coronavirus è lo stesso virus della rinite (raffreddore)

Ma non è proprio così, infatti, le persone decedute presentavano tutti quanti condizioni già critiche e non sono morte per il “virus” ma sempre per quelle patologie presenti prima di contrarre la banale influenza. Insomma, né più né meno del “normale.” Inoltre gira sul web la notizia che è tutta italiana la scoperta di “isolamento” del virus.

In se è già una bufala perché non primi, ma sesti, quindi nessuna ricercatrice zelante, precaria ecc.. in più, seguendo la storia e la scienza, come leggerai tra poco, capirai che, in realtà, non è stato isolato proprio un fico secco.

Coronavirus, un passo alla volta: partiamo dalla bibbia e giungiamo ai “virus”

Per comprendere bene la questione Coronavirus, occorre partire dal principio. Chi scoprì per primo i virus? John Franklin Enders: nobel “per la scoperta della capacità dei virus della poliomielite di crescere in colture di vari tipi di tessuti”.

Se non ci si approccia con metodo storico si corre il pericoloso rischio di credersi informati mentre, invece, si costruisce tutto il “sapere” su fondamenta del tutto false generando le “non verità”.

La storia è piena di tutte queste vere e proprie baggianate. Un banale esempio lo vediamo, ad esempio, in medicina, ma anche nei resoconti storici che, dalla maggior parte della popolazione mondiale vengono ritenuti certi ed assolutamente veri. Tuttavia, analizzando la storia, ci accorgiamo essere delle balle ben congegnate e costruite a tavolino.

Una piccola digressione è necessaria, non tanto per il tema, ma per la metodologia di indagine storica: In questo periodo dell’anno, sentiamo quotidianamente parlare di “giornata della memoria” e tutto ciò che è avvenuto in un preciso periodo storico.

Si sente inoltre pronunciare la parola “antisemitismo” che significa: “paura o odio irrazionale verso i giudei, cioè, gli ebrei”. E se si pensa alla parola antisemita, ci si immagina subito il Duce o Hitler con una fila di seguaci pronti a sterminare una determinata razza.

Una “piccola” digressione per farti capire quanto si è abituati a credere Ma le cose stanno davvero così?

Vediamo: Chi sono i primi antisemiti della storia? Ancora una volta è la storia, o meglio, la bibbia, a fornirci le fonti storiche attendibili.

Il termine semita deriva da Sem, figlio di Noè. Sem ebbe come discendente Eber (Ivrim da cui discendono gli Ebrei). Eber ebbe come discendente Nacor e, Nacor ebbe come figlio Terach. Terach ebbe come figli Nacor (stesso nome del nonno), Aronne e Abramo. Quest’ultimo, a sua volta, ebbe come figlio Isacco. Isacco generò Giacobbe (che cambiò il suo nome in Israele) ed il gemello Esau. Questi sono i Semiti (figli, discendenti di Sem). Yhaweh strinse il patto con Israele (Giacobbe) ma SOLO con lui, non con gli altri suoi parenti. Tutti loro sono Ebrei. Ma Yhaweh (ripeto) fece il patto solo con Giacobbe (Israele).

Tutti gli altri furono fuori dal patto. Da Esau discendono i Amalechiti (e sono i parenti di sangue di Giacobbe). L’ordine di Yhaweh fu quello di sterminarli tutti e lo fecero.

I Madianiti, discendenti diretti di Abramo (e quindi parenti di sangue di Giacobbe) vennero sterminati tutti per ordine di Yhaweh.

I Moabiti discendenti di Lot, figlio di Aronne (cugini di Giacobbe) vennero sterminati tutti sempre per ordine di Yhaweh. Questo significa che gli ebrei sterminavano altri ebrei, per ordine di un NON ebreo. Quindi, se si desidera parlare di antisemitismo, è necessario conoscere la storia.

Metodo di indagine: affidiamoci alla storia ed ai fatti avvenuti

Da questa fonte insindacabile emergono due fatti e una evidenza: Il primo fatto storico è che i primi “antisemiti” sono proprio i semiti israeliti, la secondo fatto è che, dimenticandosi di un pezzo di storia così importante, si finisce per costruire una verità del tutto fondata su menzogne e omissioni. L’ evidenza, invece, è che, il mondo, ad oggi, continua ad essere in balia di questa non conoscenza.  

Lo stesso metodo di ragionamento anche per il Coronavirus

Non solo con il Coronavirus, ma con tutti i Virus, qui siamo di fronte ad un enorme malinteso scientifico partito proprio da John Franklin Enders, perché (invece di mostrare realmente un virus), credeva che se si vedessero le cellule in provetta morire mettendoci un campione di saliva di un malato di morbillo, fosse sufficiente per mostrare che c’era un virus.

Ma le cellule muoiono anche senza agenti esterni posti nella provetta. 

Soprattutto muoiono più velocemente perché vengono preparate per la prossima infezione come con i batteriofagi. Se si privano i batteri del nutrimento in modo che diventino affamati di virus, si introduce il campione infetto e, caspita, li si vede morire. Ma non muoiono, i batteri si trasformano, si riducono in minuscole componenti, cosa che non accade nelle cellule umane e animali perché la loro struttura è più complessa.  Quello che avviene “in Vivo” (ma non in provetta).

Quello che succede è che viene tolto alle cellule il nutrimento, vengono affamate e ricevono un cocktail contenente antibiotici (streptomicina) che uccide autonomamente le cellule. Nel 1954 non lo si sapeva ancora che la streptomicina, distrugge autonomamente le cellule, bisogna attendere fino al 1973

Se si fossero fatti test di controllo, preparando le cellule in questo modo, osservando cosa succede, avrebbero visto che queste muoiono più velocemente rispetto al normale.

Solo poche cellule riescono a vivere a lungo in provetta. E loro credevano che la morte delle cellule fosse la prova sufficiente della proliferazione.

E c’è di più: Enders ha preso questa idea dalla batteriologia e fece la stessa cosa come l’aveva fatta con i test sui batteriofagi. Ma invece di batteri come cultura, prese le cellule animali e, dopo averle indebolite, ha inserito l’estratto salivare. Tutto senza fare un test di controllo. E lo ammise egli stesso nella prima pubblicazione!

Quindi non si può dire che sia stato effettuato in procedimento scientifico corretto!

Senza procedimento scientifico

E quindi, mi chiedo, su cosa si basa (tutto il resto) se il nobel per la medicina, per sua stessa ammissione, non ha fatto il test di controllo? Anzi, descrive molto chiaramente che non ha affiancato come controllo una provetta con solo antibiotici e assenza di nutrienti.. e questo è il punto fondamentale, a mio parere.

Quando i batteri muoiono velocemente non hanno il tempo di creare delle spore (cosa che non osservarono i biologi “antichi”) se li si priva delle fonti nutritive, se troppo caldo, troppo freddo, o in altri processi lenti, allora questi creano delle spore che possono sopravvivere per secoli e, se l’ambiente è favorevole ricrescono dalle loro stesse spore. Ma quando i batteri non ne hanno il tempo creano mini-particelle, particelle ancora più piccole costituite solo di acido nucleico, il cosiddetto materiale genico, circondato da un involucro protettivo. E sono tutti uguali.

Si pensava fossero loro la causa della morte dei batteri. Ma non è così, in natura i batteri non muoiono mai se queste particelle vengono aggiunte. Questo, lo fanno solo batteri ipercoltivati e labili che, se appena li si guarda in malo modo, si riconvertono nel materiale da cui erano sorti.

Da queste strutture nascono i batteri ed i nostri tessuti utilizzano, a loro volta, i batteri come componenti per rigenerarsi.

Da qui un’ulteriore riflessione.

Quando vedo e sento parlare di virus (HIV, ad esempio), ma poi leggo qualche ricerca, mi accorgo che si, ci sono gli scritti e le ricerche, ma nelle pubblicazioni non si parla di alcuna struttura (o almeno, se c’è non l’ho vista) nemmeno una struttura vista in un essere umano, nel sangue o in qualche fluido corporeo. O anche nel morbillo, che si vede in bocca, sulle macchie del corpo o tipiche manifestazioni di morbillo, da nessuna parte si è visto nell’essere umano, ma sempre particelle in cellule morenti.

Diversamente, rispetto ai batteriofagi che esistono, e che dal 1940 vengono isolati in modo classico (biochimica), pare proprio che questa verifica,non sia riuscita per nessun virus che si presume produca malattia negli uomini, animali o piante.

Ma pare chiaro che non si trovano in nessuna pubblicazione. Non sto affermando che i virus non esistano ovunque, magari sono sulla Luna, Marte, ma qui, con quel tipo di ricerca falsata, non si può affermare che esistano, e a dircelo sono sempre le pubblicazioni dove si trovano le presunte prove o le ipotesi non comprovate dal momento che si parte sempre dall’esistenza dei virus.

Quelle ipotesi vengono confutate dalle loro stesse pubblicazioni scientifiche. 

Se prendiamo la critica fondamentale di Eugene Rosenstock del 1956, possiamo ricordare i testi (reperibili online) del professor Karl-Heinz Lüttke, che ha scritto presso il Max Planck institute di storia della scienza un lungo trattato esaustivo sulla storia dell’inizio della virologia. 

In questo lavoro descrive nel dettaglio come la virologia medica si sia contraddetta da sola già nel 1951-1952 come la virologia avesse pubblicato le sue incongruenze e come si sia data per vinta.

Perché hanno costatato che tutto ciò che avevano chiamato “veleno cellulare” tossine ed enzimi, sono in effetti sempre componenti, particelle del tutto normali di cellule e tessuti che stanno morendo. 

A parte la Noxa ambientale, non c’è nulla che viene da fuori, nessun agente esterno che produce la malattia.

Poi scrive come dal 1953 si iniziasse a pensare che fosse stato scoperto che l’acido nucleico contenesse il corredo genetico. Che esista questo corredo genetico come un piano di costruzione funzionale che regola la costruzione dell’organismo. E che questo possa avere dei difetti, ossia delle mutazioni e che queste mutazioni possano farci ammalare. Credendo si tratti di virus o geni cancerogeni. E’da allora che è avvenuto un cambiamento paradigmatico nel sistema di pensiero, la vecchia virologia, si era arresa.

I giovani chimici, senza alcuna conoscenza medica, che non sapevano nemmeno che l’errore era stato ammesso, che i virologi si erano scusati e che era stato un falso allarme, hanno quindi creduto che un virus, formato da un pezzettino di acido nucleico, fosse un gene maligno ed egoista. RNA e DNA, così nacque un nuovo dogma. E pensavano che un virus, un pezzettino di acido nucleico circondato da uno strato proteico, fosse lui a farci ammalare. Che questo acido nucleico avesse la capacità di attaccare le nostre cellule, di moltiplicarsi e ucciderle.

Questa è la base della concezione odierna dei virus. Presentano sempre un genoma, un pezzettino di corredo genetico, di acido nucleico e uno strato proteico. Questo era il modello del 1953.

Un po’ di storia su Enders

Enders, figlio di un banchiere, non aveva mai studiato scienze (Scusi, lei è medico?) Aveva studiato lingue, per anni era stato ambasciatore degli Skull and Bones, diventato agente immobiliare per poi studiare nuovamente lingue, infine aveva incontrato un biologo, ne era rimasto affascinato ed era stato subito accolto in laboratorio perché portava con se un sacco di soldi.. un po come accade oggi.

Prese il dottorato senza aver mai studiato biologia: Biologo senza studi scientifici sulle spalle.

Per questo il suo pensiero non è mai stato scientifico e lo si vede nel suo testo. Scrive del suo dubbio sulle cellule che muoiono senza essere attivate o denutrite. Anche quando le cellule vengono trattate normalmente, muoiono come se ci fosse un virus.

Quindi ci deve essere un altro virus al loro interno o altro fattore che le fa morire. Lo scrive tre volte nella sua pubblicazione ed esorta ad avere sempre in mente altri fattori e che ci sono altri fattori ed altri virus. E non solo in ciò in cui crediamo, ossia che esista il virus, ad esempio del morbillo o del coronavirus.

E scrive persino che questi ragionamenti, questi esperimenti, non hanno nulla a che fare con le nostre riflessioni su che cosa sia realmente il morbillo nell’uomo, o con quello che viene definito morbillo.

Nel 1954 gli danno però il premio Nobel e lui dimentica la sua stessa critica. Un anno e mezzo dopo scriverà che il suo lavoro è da considerarsi la base di tutti i futuri sviluppi del vaccino contro il morbillo. Quindi dal premio nobel, con premio nobel, d’un tratto da un errore, un’enorme speculazione, è diventata un fatto scientificamente accertato.

E questo metodo in cui, le cellule vengono denutrite e annientate e in seguito presuntamente “infettate” è tutt’ora considerato valido, per tutte le infezioni virali.

Sulla base di questo fatto storico, tutte le altre scoperte basate su questo sistema, possono essere considerati veri?No.

Se i virus non esistono, non esiste nemmeno il coronavirus? ma se è così, come mai le persone si ammalano?

La faccenda è molto più semplice di quanto si creda, ma proprio perché semplice, è complessa.

Un individuo sano, con un microbiota ben funzionante, che si alimenta nel modo giusto che ha la psiche che funziona nel modo giusto può dormire sonni tranquilli. Sembra semplice, no? NO.

Una vastissima porzione di popolazione ha il microbiota totalmente distrutto dalle ripetute e insensate somministrazioni di antibiotico, alimentazione scorretta, e dalle scorrette abitudini igieniche.

E qui, bisogna fare un’ altra piccola digressione. Cosa scrisse Manzoni? “A parte dell’ odio erano ancora gli altri medici che , convinti coni’ essi della realtà del contagio; -suggerivano precauzioni, cercavano di comunicare altrui la loro dolorosa certezza. I più discreti li tacciavano di corrività e di ostinazione: pei più, ell’era evidentemente impostura, cabala ordita, per far bottega sul publico spavento.”

E’ scientificamente provato che, una persona in preda al panico, vede abbassarsi drasticamente le proprie difese immunitarie ed alza il cortisolo. Questo perché, tale spavento, influisce sugli organi preposti a determinate attività e successivamente, ciò si traduce in una maggiore propensione all’attivazione di certi programmi che sfociano poi in quelle che definiamo malattie.

Inoltre vi è da tenere in considerazione l’inquinamento ambientale proveniente da radiazioni gamma e fonti elettromagnetiche 5g-4g ecc, ma qui si parla già di agenti esterni: noxa ambientale!

La potenza dell’inconscio

Generalmente, anche ad un livello di conoscenza medio-alto, l’inconscio non è proprio “roba da poco”. Sentendo quotidianamente notizie su contagi, epidemie, pericoli di quarantena, pericolo di vita, morti ecc, è ovvio che qualche informazione di pericolo passa, soprattutto se, in quei momenti, si svolgono funzioni dove l’attività cerebrale è di un certo tipo (approfondirò in altro articolo), diciamo non proprio al top. Se una fonte che qualcuno ha definito autorevole, ti dice che ti ammalerai, perbacco, al primo starnuto, inizieranno i primissimi dubbi: “oddio, e se hanno ragione e mi sono beccato il virus”?

E, da li, iniziano i veri fenomeni di isteria di massa dove tutti manifestano gli stessi sintomi, nei tempi indicati e nelle modalità prescritte. Uniamo tutto questo al fatto che, nella quasi totalità globale, salvo poche eccezioni, nessuno sa alimentarsi correttamente e, sebbene l’individuo sia in accordo con l’opinione pubblica e la “ragione”, occorre fare i conti proprio con il nostro inconscio e con il nostro cervello primitivo.

Considera bene che, a Wuhan è accaduta una cosa diversa, sotto troverai la risposta.

Il nostro cervello primitivo è un chimico cinico, non gliene frega niente di tutte quelle balle che la parte conscia ci fa credere importanti, lui vuole che sia ben nutrito, ben protetto e ben libero di fare ciò che natura gli ha concesso di fare. Quindi, più che mai, in questi casi di forte stress mediatico, occorre essere ancora più rigidi nel perseguire La Via della salute e comunicare con “i fatti” che è tutto sotto controllo.

Come affrontare questo periodo in cui sono presenti queste dinamiche?

Come scritto poco fa, bisogna ricordare sempre che gran parte delle nostre patologie derivano da un cervello primitivo, arcaico che è più influenzato da inconscio e subconscio che dal conscio. Quindi il “credere” di non ammalarsi non è sufficiente, occorre fare in modo che il cervello (antico) sappia bene cosa sta accadendo anche perché, l’uomo moderno, non parla molto bene la sua lingua..

Come si comunica con quella porzione di cervello?

Esattamente come si comunicherebbe con un animale: per prima cosa occorre garantirgli le funzioni primarie alla sopravvivenza

  1. Sicura e corretta respirazione,
  2. Corretta e sicura alimentazione (acqua-cibo-evacuazioni),
  3. Sicura e corretta sensazione del “nido”.
  4. Proteggersi da inquinamento elettromagnetico.

Non c’è mai un modo giusto di affrontare un imprevisto.

Mi spiego: non ci sono ricette dell’ultimo minuto, metodi del momento. Il tutto deve essere praticato quotidianamente, è davvero un comportamento ignorante curarsi solo quando la malattia è manifesta.
E’ necessario coltivare la salute e mettersi sempre dalla “parte della ragione”, evitando di porsi in situazioni che possano compromettere gli equilibri psico-emotivo-biologici. Occorre agire alla radice, ovvero, nella quotidianità. Bisogna integrare ogni giorno le giuste vitamine, C (ma non da agrumi) e del complesso B, betaglucani, ricordandoci sempre che nessun tipo di integrazione vitaminica può dare i suoi frutti se non vi sono gli operai che producono e lavorano tali sostanze (leggi l’articolo). Ed è proprio la salute generale del Microbiota a determinare questa condizione. Quindi, caro lettore, non preoccuparti del Coronavirus, meno letale di una comune influenza, preoccupati di gestire bene, quotidianamente, la tua salute, affidandoti a chi possiede le vere informazioni.

Nb: la protezione da noxa ambientale, deve essere effettuata costantemente.

Un po’ di ricerca scientifica (quella vera)

La letteratura medica ha un numero imponente di studi che documentano i fallimenti dei vaccini. Parotite, morbillo vaiolo, pertosse, poliomielite si sono verificati in tutte le popolazioni vaccinate. [1], [2], [3], [4], [5]. Nel 1989 il CDC affermava: “Tra i bambini in età scolare, sono comparse epidemie di morbillo in scuole dove la vaccinazione era ben oltre il 98%. [6] Ciò è accaduto in tutte le parti del paese, comprese aree dove non si segnalava il morbillo da anni”. [7] Il CDC ha anche riportato focolai di morbillo in popolazioni con vaccinazioni specifiche del 100%.[8] Uno studio che esaminava questo fenomeno ha concluso che “L’apparente paradosso è che data la elevata immunizzazione al morbillo in una popolazione, il morbillo è diventata una malattia delle persone immunizzate”. [9] Uno studio più recente ha scoperto che la vaccinazione al morbillo “produce immunosoppressione che contribuisce ad aumentare la suscettibilità ad altre infezioni”. [10] Questi studi suggeriscono che questa campagna di immunizzazione completa possa essere effettivamente controproducente, una cosa sottolineata da circostanze in cui si sono verificate delle epidemie a seguito della immunizzazione di intere regioni.

 

Quando è il vaccino causa di malattie

Il Giappone ha sperimentato una massiccia diffusione del vaiolo a seguito della introduzione della vaccinazione compulsiva nel 1872Nel 1892, c’erano 29.979 morti, e tutti erano stati vaccinati.[11]Agli inizi del ‘900, le Filippine hanno sperimentato la peggiore epidemia di vaiolo, dopo che 8 milioni di persone avevano ricevuto 24.5 milioni di dosi di vaccino (raggiungendo un tasso di vaccinazione del 95%); il tasso di mortalità è quadruplicato, come risultato.[12] Prima della prima campagna vaccinatoria del 1853, in Inghilterra ed in Galles il tasso massimo di morti da vaiolo era di 2.000 persone in due anni; nel 1870-71 i morti da vaiolo erano 23.000. [13] Nel 1989, lo stato dell’Oman ha visto un dilagare di focolai di poliomielite sei mesi dopo la completa immunizzazione della popolazione. [14] Negli USA, nel 1986, il 90% dei 1300 casi di pertosse del Kansas erano stati “adeguatamente vaccinati”. [15] Il 72% dei focolai di pertosse del 1993 a Chicago sono comparsi in soggetti vaccinati per essa. [16]

L’unica terapia efficace, è breve.

 

Aggiornamento Coronavirus al 21-02-2020

Pare proprio confermato che, la tecnologia 5G (leggi qui), sia la causa delle problematiche di salute imputate erroneamente al coronavirus. a Wuhan sono state installate trentamila (30.000) antenne 5G. Uno studio del 2017 evidenzia come l’esposizione ad onde elettromagnetiche 5G, inibisca il sistema immunitario ed impedisca la formazione dell’ enzima calcineurina (leggi lo studio scientifico) che è alla base dell’ attivazione delle cellule T del sistema immunitario.

L’inibizione della calcineurina ha la medesima azione dei farmaci inibitori del sistema immunitario. Esattamente come accade nei soggetti in cui viene trapiantato un organo: soggetti a vita ciclosporina.

I destinatari del trapianto, che altrimenti avrebbero il rigetto dell’organo, prendono il farmaco e, come conseguenza sono immunosoppressi.

Soffrendo di immunosoppressione ne è facilitata, ovviamente, la proliferazione batterica anche letale.

Quindi, il 5G inibisce il sistema immunitario esattamente come un farmaco. In quel contesto li, è sufficiente una banale infezione per produrre effetti potenzialmente letali.

 

CORONAVIRUS E 5G: COSA BISOGNA CONSIDERARE

  • E’ IMPERATIVO prestare attenzione anche all’esposizione 5G in ospedale, poiché, diverse apparecchiature funzionano già con il 5G. 
  • E’ NECESSARIO controllare che tipi di apparecchiature elettroniche utilizzavano abitualmente vittime e contagiati (ad oggi solo alcuni tipi di smartphone supportano il 5G)
  • CONTROLLARE CHE I PAZIENTI RICOVERATI NON SIANO IN PROSSIMITÀ DI RIPETITORI 5G.

Inoltre:

Nel settembre 2019, a Wuhan, vi è stata un’esercitazione militare definita “esercitazione Coronavirus“. Che caso strano!

La Cina è un paese dittatoriale in cui vi è un regime molto particolare ed oppressivo nei confronti della popolazione.

Ma sia chiaro, non è il coronavirus che vi fa ammalare, è l’inibizione del sistema immunitario attraverso le tecnologie 5G a provocarvi le condizioni che indurranno alla morte. Il coronavirus è il banale virus del raffreddore. 

 

Intanto, in Austria

Dispaccio ufficiale del Comune di Vienna: il Coronavirus Covid-19 è un normalissimo virus influenzale, con i soliti sintomi dell’influenza che arrivano a ogni cambio di stagione. Casi registrati finora in austria: ZERO. (fonte gov.Austria)

E’ curioso verificare che, il pieno regime del 5g si avrà solo a fine 2020. (fonte gov.austria) Sono, si stati fatti dei test su suolo austriaco, ma, ad oggi, non è ancora attivo! Sarebbe alquanto curioso riscontrare casi di Covid-19 (raffreddore), dovuto a sistema immunitario soppresso, in concomitanza all’attivazione del 5G.

 

 

Aggiornamento al 20-03-20 Italia

Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro ha dichiarato che NON ci sono morti DA coronavirus, ma ci sono dei morti CON coronavirus. Tutti i morti, anche sotto i quarant’anni, presentavano gravi patologie pregresse: cancro, irregolarità cardiache, diabete ecc.

Qui l’intervista del presidente Silvio Brusaferro a Porta a Porta

Qui l’estratto della conferenza stampa in cui, il presidente, Silvio Brusaferro, dichiara quanto riporto sopra

Un servizio per te

NB: Chi intende proteggersi seriamente deve munirsi di dispositivi di protezione 5G. Per avere informazioni riguardo i prodotti potete contattarmi a protezione.coronavi.5g@riflessologiasemeioticaintegrata.it

 

 Klaus

note..
 

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“Non accettare quello che non puoi restituire, poiché l’equilibrio della vita è basato sulla reciprocità.”

 

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